Federico Firoldi
Imperfezione, trasformazione e materia viva: FRLD riscrive il concetto di upcycling
Brand:
FRLD, Roma RM, Italia
Slogan:
Upcycling & Couture Genderless Brand.
Year:
since, 2024
FRLD
FRLD non nasce per seguire le regole della moda.
Nasce quasi per necessità, durante il lockdown, tra capi dimenticati, tessuti recuperati e la voglia di creare partendo da ciò che già esisteva.
Quello che all’inizio era semplice sperimentazione si è trasformato lentamente in un linguaggio preciso: destrutturare, ricostruire, lasciare spazio all’imprevisto. Ogni pezzo conserva tracce della propria vita precedente e proprio lì trova la sua identità.
«Ci divertiva molto di più trasformare qualcosa che esisteva già invece di partire da zero.»
Il loro mondo prende forma attraverso collezioni come CORE, SCRAMBLE e TEXTUM, dove sartoria, upcycling e ricerca convivono senza mai risultare rigidi. I blazer di CORE, ad esempio, mantengono la loro eleganza classica, ma vengono spostati altrove, fuori equilibrio, quasi liberati dalla loro struttura originale.
«Il blazer resta riconoscibile, ma cambia atteggiamento, diventa più personale e meno rigido.»
In FRLD anche l’imperfezione smette di essere un difetto.
Asimmetrie, differenze di peso, cuciture irregolari e materiali incompatibili diventano parte del linguaggio estetico del brand. Nulla viene corretto davvero: le differenze restano visibili, convivono tra loro e rendono ogni capo impossibile da replicare nello stesso modo.
«Per noi l’imperfezione non è qualcosa da nascondere.»
Il processo creativo segue la stessa logica aperta e istintiva. Lavorando con materiali recuperati, il controllo assoluto lascia spazio all’errore, alla sorpresa, alla possibilità che un tessuto cambi completamente direzione durante la lavorazione.
«Con l’upcycling devi accettare che non tutto sia controllabile al 100%.»
Con TEXTUM questa ricerca si spinge ancora oltre. Tappezzerie, plaid e tessuti d’arredo abbandonano lo spazio domestico per trasformarsi in capi che si muovono insieme al corpo. Materiali pensati per restare fermi iniziano improvvisamente a vivere altrove, attraversando la città, consumandosi, cambiando forma.
«Ci piace l’idea che un tessuto nato per stare fermo in una casa inizi a muoversi insieme a una persona.»
Anche il rapporto con il corpo viene affrontato lontano dalle definizioni rigide della moda contemporanea. Inclusività, per FRLD, significa lasciare libertà di interpretazione: volumi regolabili, silhouette fluide e costruzioni capaci di adattarsi a persone diverse senza perdere carattere.
«Ci interessa che il capo venga capito, vissuto e fatto proprio dalla persona che lo indossa.»
La stessa autenticità attraversa il loro modo di intendere la sostenibilità. Nessuna estetica “green” costruita per comunicazione, ma un approccio concreto fatto di recupero, produzione limitata e continua trasformazione dei materiali. Anche i pezzi invenduti vengono spesso smontati e ricostruiti attraverso nuovi processi di re-upcycling.
«Per noi un lavoro autentico si vede dal fatto che dietro al brand ci sia un modo reale di lavorare, non solo un linguaggio “green” usato in comunicazione.»
FRLD costruisce così una moda che non cerca la perfezione, ma qualcosa di più umano. Un progetto dove errore, trasformazione e memoria restano visibili, lasciando spazio a capi che non vogliono sembrare perfetti, solo vivi.
Editor Sabrina Ben Salem





